Caffè e leggende

Bevanda apprezzata e amata da milioni di consumatori, il caffè è circondato anche da una serie di leggende e narrazioni che lo vedono protagonista. Se siete curiosi o desiderate soltanto saperne di più ecco qualche piccola storia da raccontare.

Una delle leggende sul caffè più famose e conosciute è quella che dà anche la spiegazione del nome di questa aromatica bevanda. Siamo in Yemen ed il protagonista della storia è Kaldi, un giovane pastore. Un giorno, non vedendo arrivare le sue capre, andò a cercarle e le ritrovò piuttosto agitate; incuriosito decise di seguirle e si accorse che esse mangiavano delle piccole bacche rosse da un arbusto. Il pastorello ne raccolse un po’ e le consegnò ai monaci del monastero Chehodet; l’abate le gettò nel fuoco pensando si trattasse di un cibo del diavolo ma immediatamente l’aria venne riempita da un piacevole aroma. Le bacche vennero pertanto recuperate e con esse venne preparto un decotto. I monaci si accorsero che bevendolo riuscivano a rimanere più vigili durante le veglie di preghiera e per questo iniziarono a farne uso chiamando la nera bevanda “qahwa” che vuole dire appunto “ciò che stimola che tiene in alto”. Continuiamo a restare in Oriente per un’altra delle leggende che vede protagonista la scoperta del caffè. Si narra che un certo Abi Ben Omar, rimasto solo dopo la morte di Schadeli, il suo Maestro, stesse viaggiando verso Moka, città devastata dalla peste. Una volta lì il monaco riuscì a guarire molte persone compresa la figlia del Re della quale si innamorò; per questo motivo venne bandito da Moka e costretto a vivere da solo sulla montagna. Sofferente per la mancanza di cibo e acqua pregò il suo defunto Maestro di aiutarlo; un uccello dalle piume colorate venne in suo soccorso indicandogli un arbusto dalle bacche rosse. Abi Ben Omar le colse e, visto che non sapeva come mangiarle, le usò in un decotto: una volta bevuto il monaco si sentì subito meglio ed iniziò ad offrire questo liquido ai viandanti tra i quali un uomo debilitato che, grazie al decotto, riuscì a tornare a casa. Ben presto la voce di questa bevanda guaritrice giunse al Re che accolse di nuovo in città Abi Ben Omar.
Da Maometto alla Bibbia, le leggende sul caffè non finiscono qui. Un’altra narrazione racconta infatti che un giorno il Profeta di Allah era malato: l’Arcangelo Gabriele gli consegnò allora una bevanda dal colore scuro come la Sacra Pietra Nera della Mecca bevuta la quale riuscì a rimettersi in sesto. Nell’Antico Testamento vengono invece nominati i chicchi del caffè: sembrerebbe che il Re David donò “dei grani abbrustoliti” come segno di conciliazione. Che sia stata l’osservazione di un pastorello o la scoperta fortuita di un monaco esiliato, tutte le leggende sul caffè lasciano intendere che in un certo momento qualcuno notò che quelle piccole bacche rosse erano molto più che semplici frutti. E noi lo ringraziamo ancora oggi.

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