Caffè e orologio biologico. Ecco gli effetti della caffeina

Bere caffè è un’abitudine amata da moltissimi italiani e non solo (i consumatori più accaniti sono in realtà i finlandesi). Una ricerca dimostra come e quanto la caffeina possa influenzare il nostro orologio biologico.


Una ricerca ha scoperto l'effetto che la caffeina ha sul nostro ritmo circadiano[/caption] Che il caffè sia una bevanda eccitante e che non faccia dormire è quasi un luogo comune (anche se le sue proprietà energizzanti hanno comunque fondamento scientifico); che la caffeina influisca evidentemente sull’orologio biologico degli individui è una scoperta invece più recente. A parlarcene un team di studiosi su Science Translational Medicine che circa un mese fa hanno pubblicato la loro ricerca dal titolo “Effects of caffeine on the human circadian clock in vivo and in vitro”. Per 49 giorni cinque volontari sono stati trattati diversamente al momento di andare a dormire, combinando dosi di caffeina e condizioni di luce che, come si sa, influenzano il nostro stato veglia – sonno. Ecco le condizioni:
  • assunzione di placebo e poca illuminazione;
  • assunzione di caffeina in pillole (pari a circa due caffè forti) e scarsa illuminazione;
  • assunzione di placebo e ambiente molto illuminato per 3 ore;
  • assunzione di caffeina in pillole (pari a circa due caffè forti) e 3 ore di forte illuminazione.
Contemporaneamente è stato testato l’effetto della caffeina su una coltura di cellule.
I risultati della ricerca hanno dimostrato che la caffeina influisce sul nostro sistema circadiano. Ma cos’è il sistema circadiano? Dal Latino circa diem (intorno al giorno), si tratta di un periodo di 24 ore che dipende da un sistema endogeno che mantiene inalterato il ciclo giorno – notte attraverso stimoli naturali (come la luce e la temperatura) e sociali (come il pranzo e la cena). Questo sistema, dopo il consumo della caffeina durante la seconda metà della giornata, salterebbe inducendo l’organismo ad arrivare al momento del sonno con circa 40 minuti di ritardo. Tale rallentamento del nostro orologio biologico dipende proprio dalla caffeina che bloccherebbe i recettori dell’ormone adenosina che controlla il sonno. Questa sostanza chimica infatti agisce sull’attività neuronale attraverso un’azione inibitoria e sedativa ma l’assunzione di caffeina la bloccherebbe impedendo al nostro cervello di “rallentare” e quindi prepararsi al sonno.
I risultati di questa ricerca potranno essere anche utili per la cura di alcuni disturbi del sonno. Sarà infatti possibile utilizzare la caffeina per regolare artificialmente il ritmo circadiano in persone che ad esempio soffrono di jet lag.
Questi effetti varierebbero ovviamente di soggetto in soggetto: c’è chi è più assuefatto a dosi di caffeina maggiori e chi no ma in generale è stato provato scientificamente che questa sostanza agisce direttamente sul nostro ritmo biologico. Il consiglio? Gustate il vostro caffè e, se avvertite che potreste soffrire di disturbi del sonno, preferitelo nella prima parte della giornata.

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