Il caffè in gravidanza

Tanti i miti da sfatare in gravidanza. Uno su tutti? Quello che impedisce alle future mamme di bere caffè durante i nove mesi. Se non sapete rinunciare al piacere della bevanda scura, non preoccupatevi: con moderazione potrete continuare a gustare caffè senza pericoli per voi e per il nascituro durante la gravidanza. Perché rinunciare al caffè in gravidanza? Le ricerche scientifiche hanno definitivamente sdoganato anche questo falso mito. Le donne in attesa di un bebè possono allora stare tranquille e continuare a gustare un ottimo caffè senza causare alcun danno.

Quanto caffè si può bere in gravidanza?

Ma quali sono le quantità massime? La prima regola che conta è quella del buon senso: bere moderatamente caffè durante la gravidanza non crea problemi al feto e permette alle quasi mamme di godere del loro momento di relax senza inutili sensi di colpa. Se proprio volete avere una quantità precisa, sappiate che è possibile ingerire dai 200 ai 300 milligrammi di caffeina al giorno, che equivalgono a circa 1-3 tazzine al dì: questa quantità non è quindi nociva né per le mamme né per il feto. A sostenere questa tesi c’è una ricerca condotta qualche anno fa in Danimarca, nell’Università di Aarhus, e pubblicata sull’autorevole British Medical Journal. 1.027 le donne coinvolte, tutte in buona salute e prima della ventesima settimana di gestazione. A metà di loro è stato somministrato caffè decaffeinato mentre all’altra è stato dato caffè normale: ad ognuna di loro è stato poi chiesto di indicare l’eventuale assunzione di altri alimenti come tè o cola che potessero contenere caffeina. Alla fine di ogni gravidanza i ricercatori danesi hanno considerato diverse variabili quali il peso del nascituro, la durata della gravidanza stessa, le eventuali precedenti gravidanze delle mamme ed il loro consumo di sigarette. Dalla ricerca è emerso che non esistevano differenze sostanziali tra i figli nati da mamme che avevano bevuto caffè durante i 9 mesi e quelli nati da donne che avevano assunto decaffeinato. Nelle parole del coordinatore della ricerca, Bodil Hammer Bech: “Sono solo le donne che bevono molti caffè ad avere conseguenze sul peso dei neonati o sul momento della loro nascita. Ma non tanto per colpa della caffeina, quanto perché chi beve tante tazzine in genere ha qualche cattiva abitudine in più, cioè fuma e/o consuma alcolici”.

E se non dovesse bastarvi questa ricerca, leggete allora il libro "The Mommy Docs Ultimate Guide to Pregnancy and Birth", la Guida definitiva per le mamme alla gravidanza e alla nascita. Questa sorta di manuale è stato scritto nel 2011 da tre ginecologhe californiane che vantano 15 anni di esperienza e oltre diecimila parti. Oltre ai tanti miti da sfatare, c’è anche quello che indicherebbe come una cattiva abitudine quello di consumare caffè nei 9 mesi di gravidanza: anche in questo caso il consiglio è quello di non eccedere ma di non privarsi totalmente di questa abitudine alimentare.

Perché bere caffè con moderazione

Ma perché sarebbe dannoso assumere caffè in gravidanza? La caffeina può attraversare la placenta; un suo consumo eccessivo può quindi non permettere ad alcune sostanze nutritive di venire bene assorbite dal feto oppure causare dei problemi di crescita del feto stesso fino ad arrivare, in casi gravi, all’aborto. Tale situazione estrema è però legata ad un consumo molto elevato di caffeina che può raggiungere anche gli 800 milligrammi al giorno, situazione peggiorata dalla contemporanea assunzione di alcol e fumo. Ancora una volta la moderazione ed il buon senso sono la soluzione.

L’allattamento

E durante l’allattamento? Anche in questo caso la caffeina arriva al latte materno e quindi al neonato; per questo alle neomamme è consigliato di assumere poco caffè al giorno e tutti quegli alimenti che possono contenere caffeina, e bere invece molta acqua, latte e succhi di frutta.

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