Le parole del caffè – Parte quarta

Ed eccoci alla lettera G. Continua la nostra ricerca alla scoperta del mondo del caffè e di tutte le parole ad esso legate. Il nostro glossario si arricchisce ogni volta e ogni volta veniamo a conoscenza di un’ulteriore sfumatura che ci insegna a conoscere meglio questa bevanda tanto amata dagli italiani, e che forse li rappresenta di più, ma non solo. Partiamo allora con la G.

G

  • Gabriel de Clieu
Vi chiederete chi è questo personaggio: ebbene, si tratta di un ufficiale della marina francese. Nel lontano 1720 raggiunse i Caraibi, precisamente la Martinica, portando con sé due piccole piante di caffè. Si dice che durante il viaggio in mare risparmiasse quanta più acqua possibile per poter innaffiare le piantine (solo una arrivò a destinazione): fu così che in tutta l’America Centrale iniziarono a svilupparsi piantagioni di caffè, da Haiti a Puerto Rico passando per Cuba, Giamaica e Guadalupa.
  • Gusto
È il senso che ci permette di percepire i sapori grazie ai ricettori che sono localizzati nella bocca. Il gusto del caffè può essere acido, dolce o amaro ed è grazie ad esso che possiamo capire se quello che stiamo bevendo è un’ottima tazzina di caffè. A darci una visione complessiva, insieme al gusto, ci pensano l’olfatto (aroma e profumi), il retrogusto (ciò che resta dopo aver bevuto), la consistenza ed il corpo.

H

  • Harmless
Vi trovate in un paese anglosassone e non sapete come chiedere un caffè espresso decaffeinato? Ora lo sapete: harmless.

I

  • Ibrik
In Medio Oriente il caffè si prepara utilizzando l’ibrik, un bollitore di ottone o rame stagnato dalla base larga e con il collo stretto. Un tempo utilizzato dai Turchi, questo recipiente è caratterizzato da un lungo manico perché una volta veniva utilizzato sulla brace o sulla calda sabbia del deserto. Ma come avviene la preparazione? Caffè ed acqua vengono fatti bollire a fuoco lento finché il liquido forma una schiuma; a questo punto l’ibrik viene tolto dal fuoco e il caffè viene fatto riposare (l’operazione è ripetuta fino a tre volte). La bevanda viene infine fatta riposare ancora una volta e poi servita non filtrata.
  • Intensità
Questa caratteristica del caffè riguarda il corpo che deve essere molto consistente, l’aroma che deve presentarsi elevato e infine dalla ricchezza del flavour.

J

  • Jebena
Utilizzato in Eritrea, Etiopia e Sudan Orientale per la tradizionale cerimonia del caffè, la jebena è una sorta di brocca in terracotta smaltata formata da una base larga e sferica, un collo che termina con un beccuccio ed un manico che collega le due parti. Il caffè, una volta preparato, viene versato nella cosiddetta Sini, una piccola tazza di ceramica: in essa il liquido arriva direttamente dal beccuccio della jebena attraverso un filtro in crine di cavallo o altro materiale: in questo modo i fondi del caffè restano nel contenitore
  • Johann Sebastian Bach
Perché Bach nel nostro glossario sul caffè? Perché il grande compositore tedesco dedicò a questa famosa bevanda una sua composizione, la Kafè-Kantante.

K

  • Kaffa o Kafa
Voliamo in Etiopia ancora una volta, nella regione di Kaffa o Kafa, qui dove il caffè trova le sue vere origini (non è un caso che secondo gli etnobotanici questa regione abbia dato il nome alla bevanda che in tutto il mondo ha un suono simile). La leggenda narra che un giorno Kaldi, un pastorello, vide le sue caprette più eccitate del solito: scoprì allora che avevano ingerito delle bacche rosse selvatiche. Incuriosito ne mangiò alcune anche lui e si sentì immediatamente più energetico. Un monaco, vedendo il giovane particolarmente euforico, assaggiò le stesse bacche scoprendo che durante la notte di preghiera riusciva ad essere più concentrato. Ne diede quindi agli altri monaci ed è da qui che sarebbe nato il consumo di caffè, inizialmente mangiato invece che bevuto (alcune popolazioni ne fanno questo uso tuttora). È proprio in questa regione che le piante del caffè crescono spontanee grazie alle condizioni climatiche perfette: raccolte a mano, consentono una produzione limitata che ne fanno uno dei caffè monorigine 100% Arabica più pregiati al mondo e non è un caso nel l’Unesco, nel 2010, abbia riconosciuto la regione di Kafa come Riserva della Biosfera. Ad occuparsi della raccolta del caffè, dell’essiccazione e poi della preparazione finale attraverso il tradizionale rito della Buna sono le donne. La bevanda che ne è il prodotto è un caffè intenso dal punto di vista aromatico, con note floreali che ricordano la ciliegia matura e un retrogusto dolce di miele e datteri.

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